mercoledì 9 settembre 2009



Si partiva sempre alla stessa ora , quando il vecchio con i capelli bianchi usciva dal suo studio e le campane della chiesa vicino suonavano le 19; chiudeva la porta con quel mazzo di chiavi pesante, tutte chiuse in un solo anello; a passo lento scendeva dai gradini che lo portavano in un piccolo cortile di cemento ormai tutto rotto, ma che da un lato aveva un piccolo orto giardino incolto ma cmq bello nel suo disordine.Qualcuno da dietro le persiane lo guardava uscire e lo salutava:Lui, con un cenno, proseguiva diritto.

Usciva in strada e dopo pochi passi raggiungeva il cancellino di quella casa a ringhiera tutta di mattoni a vista.
qui lo aspettavano la piccola disegnatrice, il piccolo gioielliere e la piccola dai pensieri sparsi;a loro si aggiungeva il vecchio cane pinki:In fila indiana,il nonno con l'immancabile bastone e sigaretta avanti e poi loro a seguire,a fianco Pinki che faceva sempre il doppio della strada, perché' andava sempre dal primo all'ultimo e viceversa.
Percorrevano quel piccolo sentiero in mezzo a quel campo, a volte pieno di erba medica, a volte di grano, a volte pieno di pannocchie che le due piccole sbucciano per prendere quei capelli a volte rossi a volte biondi e facevano le parrucchiere strada facendo.
Costeggiavano quelle poche case che delimitavano la periferia e poi giù lungo una discesa polverosa, che in inverno diventava una magnifica pista da slitta; alla fine della discesa sorgeva l'albero maestoso,un albero secolare ,che a distanza di anni veniva tirato giù per fare la strada .quella nera per le macchine.La stradina ,,proseguiva in salita in mezzo a prati per poi diventare un piccolo sentiero che attraversava una galleria di alberi,piena di cinguettii e di fiori bianchi a grappolo, quelli di acacia che il nonno raccoglieva per i piccoli, che felici si mangiavano quel piccolo seme dolce che si trovava all'interno
Sempre camminando il piccolo gruppo, raggiungeva la cima della collina, dove c'era la Grande Villa.Dal cancello arrugginito si vedeva sulla sinistra il viale di iperico,un viale che in estate diventava giallo tanto erano i fiori che sbocciavano in quantità
Sulla destra il magnifico parco dalle piante secolari, dove i tre piccoli amici si arrampicavano e chissà fantasticavano in fantasmi e maghi, perché quella Grande Villa era disabitata, ; dalle finestre socchiuse si vedevano sale immense piene di ragnatele e polvere,grandi scale conducevao ai piani superiori , i pavimenti di legno erano ormai secchi e consumati ; i tre bambini guardavano,con il naso appiccicato a qui vetri, sempre da quelle finestre, in attesa di veder passare fantasmi o maghi perché loro sentivano i rumori e il vento che veniva dall'interno della Grande Villa..
a volte non si andava alla grande Villa ma si proseguiva lungo la strada di ghiaia , dai cespugli pieni di fiori viola, bocche di leone grandissime, come non si trovavano da nessuna parte.
si raccoglievano a volte le viole, a volte le piccole margherite,a volte semplici fiori dai nomi sconosciuti ma tanto belli per quel vasetto trasparente che la mamma poi mettva sul tavolo.Si ritornava sempre in fla indiana per l'ora di cena, sempre con il Vecchio che raccontava fatastiche storie sia ai piccoli che a Pinki, perche Lui, il cane, capivia.
Ginocchia impolverate e sbucciate dalle cortecce degli alberi, forse i visi rossi e sporchi,ma che importa la Villa era la che aspettava forse anche i maghi e tutti i fiori ,che ormai conoscevano le voci e i volti di quei piccoli amici e di quel vecchio con il bastone, che, accompagnato dal cane ogni giorno salivano lassu' per gioco, per conoscere quella che i bambini di città non conoscevano:
la natura

4 commenti:

Cinzia ha detto...

Mi piace moltissimo il tuo modo di descrivere e questo racconto è fantastico, mi hai fatta tornare bambina...
Ciao
Cinzia

Piero. ha detto...

Lo vedi che ho ragione. Nella vecchia villa abbandonata ci siamo entrati tutti, anche i più restii.
Qualcuno come me si aggira ancora da quelle parti.

amrita ha detto...

ho 29 anni.mi sento fortunata.io queste cose le ho vissute.sono cresciuta in un posto scandito dalle stagioni.dove i ritmi seguono quelli dell'uomo e della natura.poi,ci siamo trasferiti,per il lavoro,ma le mie estati le ho passate in un paesino dell'umbria.conosco le erbe selvatiche,i loro periodi.fino a 8 anni l'acqua si andava aprendere alla fonte dei canali.a gruppi di 7-8 donnine,coi canestri in spalla.tutti muniti di bottiglie e taniche,perchè al paese l'acqua potabile non arrivava.in realtà ancora andiamo a scaldabagno,che i termosifoni non sappiamo neppure cosa siano.si cucina sulla stufa a legna,e d'inverno nel camino.le uova non hanno la data,perchè al più hanno qualche ora...
la a giugno mangiavamo le ciliegie direttamente sugli alberi,VERDI,perchè rischiavamo che durante la notte passasse qualcun'altro a fregarle al contadino prima di noi.
ci si tirava le spighe...chissà come si chiamano...assomigliano al grano,verdi,con dei ciuffi alla sommità.si staccavano tutte insieme dal loro stelo,e se le lanciavi sulla maglietta di qualcuno si appiccicavano.contavamo quelle attaccate,e sapevamo quanti figli avremmo avuto,quanti fidanzati,o mariti.o quanti giorni mancavano all'avverarsi dei desideri.
ho messo in un barattolo almeno 100 lucciole una sera,per liberarle poi nella camera da letto...e prendermi una sgridata tremenda da nonna.ho visto schiudersi un uovo di vipera,ho visto nascere decine di animali.ho dato da mangiare a galline,conigli e paperelle.poi,qualcuno mi è finito nel piatto.ho mangiato pane e prosciutto seduta per terra,osservando file ordinate di formichine che facevano scorta delle mie briciole.
mio figlio sta crescendo come me.affascinato dalla natura,rispettoso degli animali e dei loro istinti.in neppure 2 anni ha visto e toccato più animali lui di mio marito in 31 anni.
sono grata per tutto questo.e perchè diego non mi guarderà mai sconvolto al supermercato,con in mano del petto di pollo,chiedendomi se questo sia realmente un animale.ho visto una scena surreale.bimbo di 7 anni,rientrato da una gita ad una fattoria.ha visto le bestie da cortile.la mamma compra il pollo.lui fa 2+2 e non capisce...ma come fanno ad essere la stessa cosa?hanno solo lo stesso nome,ma NON SONO la stessa cosa!

Anonimo ha detto...

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